Cala Coticcio (Parco Nazionale arcipelago Maddalena)

Ci troviamo nell’area protetta Parco Nazionale dell’ Arcipelago de La Maddalena e oggi, il nostro grande obbiettivo è raggiungere un angolo di paradiso naturale: una spiaggetta nascosta tra le rocce a Nord dell’isola di Caprera con il nome di Cala Coticcio.

Detta anche la Tahiti sarda questa spiaggia è da considerare una vera e propria piscina naturale.

Custodita da scogli e imponenti massicci granitici questo fazzoletto di terra è raggiungibile potenzialmente in due modi, o via mare o via terra e, secondo voi, quale abbiamo scelto?

Su internet attraverso ricerche sembrava impossibile poter affrontare il cammino che ci avrebbe portato a lei e invece …

Bene ma, innanzitutto raggiungiamo l’ Isola di Caprera.

Da Palau, i traghetti di due compagnie marittime permettono di raggiungere l’ isola della Maddalena (il biglietto è possibile farlo in biglietteria o a bordo).

Raggiunta la terra ferma dopo circa un quarto d’ora, sbarchiamo e andiamo alla volta dell’Isola di Caprera.

Superato il Ponte Moneta che collega le due isole, eccoci a destinazione.

Ci guardiamo intorno, sembra di essere all’interno di un paesaggio ancora selvaggio.

Sull’isola attraverso una cartina ( di seguito il link per scaricare un semplice pieghevole con itinerari:

http://www.infeagallura.it/Rete/ParcoNazionaleMaddalena/Notizie/Download/PIEGHEVOLE-SENTIERI.pdf

è possibile raggiungere diverse mete a piedi per poter ammirare la bellezza dell’ isola ma, optiamo decisi per raggiungere il nostro obbiettivo.

Ci dirigiamo verso Nord verso l il Museo Nazionale Garibaldino.

Abbandoniamo via via i boschi di pini marittimi ed eucalipto e raggiungiamo una tipica macchia mediterranea.

Sulla destra e sinistra del percorso possiamo notare i diversi sentieri numerati che porteranno anch’essi sicurmante ad altre destinazioni meravigliose ma, il nostro è il numero 10 (vedi mappa precedentemente allegata) , e lo troviamo a circa 400 metri sulla destra (poco visibile) prima dell’arrivo al parcheggio del Museo.

Parcheggiamo l’auto sul bordo strada, in prossimita di una grande roccia granitica ben visibile e ci attrezziamo con con scarpe e zaini.

IL SENTIERO E’ LUNGO E IMPEGNATIVO.

“Il sole alto, batterà sulle vostre teste e non ci saranno tanti punti d’ombra e munirsi di acqua è d’obbligo poichè, non sarà possibile reperirla strada facendo.”

Queste le parole del guardia parco in prossimità dell’inizio del nostro sentiero, il che fa presagire che non sarà proprio una passeggiata.

Siamo pronti, scarpe ai piedi (evitare assolutamente di scendere in ciabatte), zaini in spalla , bimbi ben coperti di crema e via, andiamo!

Il sentiero è molto movimentato, ma allo stesso tempo bellissimo e colorato, prevalentemente in discesa ( quindi prima di partire valutare anche se si è in grado di affrontare la salita a fine giornata) e si snoda tra piccoli accenni di sentiero, maestose rocce granitiche e la tipica vegetazione mediterranea.

Il mare è visibile a tratti, gioca a nascondino tra le rocce.

Il percorso in media ha una durata di 30/45 minuti, noi con i bimbi abbiamo raggiunto l’ora e mezza prendendocela comoda e lasciando a Benjamin i meritati riposi.

Quasi alla fine del percorso in prossimità di un bivio in cui un cartello ci indica l’esatta direzione, troviamo una ripidissima discesa, da fare con molta attenzione aiutandosi anche con le mani e il sedere in alcuni casi.

Noi l’abbiamo fatta anche con i bimbi ma ci sembra doveroso segnalarlo!

Bene, siamo quasi arrivati, ancora una serie di scalini ripidi, due tornantini e…

… mare turchese, acqua cristallina, un acquario a cielo aperto.

Come? Siete ancora li? Noi non ci pensiamo due volte…

SPLASH!!!

e per gli amanti dello snorkeling NON dimenticatere la maschera anche se qui i pesci sono visibili ad occhio nudo.

Sicuramente in giugno quindi in bassa stagione e abbiamo potuto godere degli spazi e del panorama a 360° mentre in piena estate sicuramente quel fazzoletto di terra sarà sicuramente colorato da ombrelloni (che se riuscite portatevi assolutamente con voi).

Bene noi rimaniamo fino al crepuscolo, aspettiamo che il sole scenda un po prima di affrontare l’ardua salita.

Siamo contenti di essere riusciti ad aver visto un pezzo di paradiso, prima di partire non eravamo cosi convinti , possiamo davvero raccontarlo (c’è chi lo può vedere soltanto da lontano, dalla barca ) e ritenerci forunati.

Questo articolo quindi speriamo vi sia di aiuto e aspettiamo di sapere se davvero, anche per voi, sia valsa la pena affrontare il cammino.

PS: non portatevi l’amico a 4 zampe perchè qui non gli è concesso entrare.

Beh, noi andiamo, stasera a tavola ci aspettano i Culurgiones Aio!!!

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