Il Gran bosco di Salbertrand (Valle di Susa)

E’ l’ultimo week end di giugno, il sole e l’afa sono presenti già di prima mattina a Torino!

e questo ci proietta immediatamente ad una visione del fresco e l’ombra che solo un bosco può donare.

Con questi presupposti quindi si parte per il Parco Nazionale dell’ alta Val di Susa, quello del Gran Bosco di Salbertrand.

Ci prepariamo, d’obbligo un plaid e il pranzo a sacco e saltiamo in macchina. Sulla Strada per Bardonecchia e Oulx, usciamo a Oulx est-Salbertrand.

Le indicazioni per il parco non sono cosi visibili tanto che diverse volte abbiamo percorso su e giù la statale fino quando in prossimità di un semaforo di rallentamento troviamo l’indicazione della Stazione ferroviaria e del Parco compreso il Centro visitatori ed è li quindi che ci dirigiamo .

Sono diversi i sentieri all’interno del parco e anche di diverso grado. La nostra volontà è quella di viverci il bosco e viverlo percorrendo un anello di circa 4 ore, o qualcosa di più in totale, procedendo all’andata per il Sentiero 2 e una volta raggiunto il colmo e la fine di quest’ultimo ridiscendere dal numero 1 per un dislivello di circa 780 metri.

Dal centro visitatori seguiamo il parcheggio Pinea dove lasciata la macchina ci prepariamo a partire.

Il sole è alto ma l’arietta ci regala momenti di completo benessere.

Zaini e piccoli in spalla ci dirigiamo verso l’inizio del sentiero (G2) il quale si trova proprio alle nostre spalle, dietro il cartello delle informazioni.

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Sentiero 2 (S2) a sinistra e 1 (S1) a destra, l’opzione di scegliere di andare verso sinistra è dovuta più che altro al caso ma, decidiamo la prima opzione, perchè salendo morbidamente avrebbe dato la possibilità di camminare un po a Benjamin, dandogli la possibilità di fare amicizia con gli gnomi che troviamo sulla strada in direzione dell’ antica ghiacciaia.

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Aggiriamo il laghetto artificiale adiacente la ghiacciaia e procediamo in salita lungo uno stretto sentiero che Ben inizia a percorre al fianco di mamma prima di trovarlo troppo duro e scegliere di risalire nello zaino.

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Gli abeti non permettono ai raggi del sole di entrare ma anzi filtrando la luce creano un bellissimo gioco di colori chiaro scuro.

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Da questo momento la strada procede in salita e dopo circa una mezzora si raggiungono le mura di quello che poteva essere un vecchio borgo di pastori e il prato della Buissoniere (1309 m)

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Proseguiamo dritti in mezzo al bosco di abeti rossi e bianchi, larici e pini silvestri, fino a C. Cuin (1382 m), e poi ancora su tappeti di pigne proseguiamo  C.Etanche (1515 m).

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Da qui non lasciamo il sentiero ma procediamo in salita sempre dritti  verso il colletto a quota 1850m dove incrociamo la strada GTA che proveniendo da Monfol conduce prima al rifugio Arlaud e poi collega la strada del Sersaret.

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Tra l’altro, piccola nota,quest’ultima viaè una buonissima alternativa per avventurieri poco allenati, o con passeggini al seguito o amici a 4 zampe perchè permette di raggiungere il rifugio in circa 1ora e mezza (un oretta in bici) su strada larga e con un dislivello massimo di 150m.

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Raggiunta la nostra meta, decidiamo di fermarci in prossimità di un ruscello e goderci un po di pace “naturale”. Quando si dice sospirando “relax”.

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Dallo stesso colletto il ritorno invece lo percorriamo chiudendo un anello dal Sentiero n°1 (S1) il quale ci trasporta verso gli angoli più bui e remoti del bosco dove i raggi del sole non possono entrare e sembra quasi di essere osservati dai tanti animali che vivono qui intorno.

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In un paio di ore siamo di nuovo al parcheggio.

Per la cronaca a Torino nel pomeriggio han toccato i 37°C mentre qui in alcune occasioni avremmo potuto mettere una maglietta  a maniche lunghe!

Itinerario a dir la verità faticoso ma assolutamente centrato con i nostri obiettivi.

Unica nota, acqua acqua e acqua perchè l’unica fontana incontrata era sul S1 quando ormai mancava una mezz’ora all’arrivo.

Per il resto è davvero un Gran Bel Bosco!

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