Mondolè (Valle Maudagna)

Proveniendo da Mondovì (CN), superiamo Prato Nevoso ed ecco cominciare il serpentone che sale sale mezza costa verso il rifugio La Balma (http://www.rifugiolabalma.it/).

La strada è percorribile con un 4×4 e permette di arrivare al rifugio su gomma altrimenti c’è la possibilità di raggiungerlo a piedi ma attraverso un altra via (questa la sconsigliamo per la presenza dei mezzi e la polvere che si solleva su terreno asciutto.

Arrivati al rifugio, fortunatamente non ci fermiamo a colazionare o a mangiare, perchè i prezzi sono completamente fuori portata per un “rifugio”, prima di raggiungerlo, senza saperlo,  abbiamo pensato bene di acquistare il nostro solito pane e formaggio a Prato Nevoso ed evitarci cosi una spesa eccessiva. Personalmenete quando possibile evitiamo rifugi raggiungibili in macchina per ovvi motivi!

Da qui comunque oggi ha inizio la nostra bella gita che in un paio di ore (senza pargoli anche meno) ci porta in cima al Mondolè a quota 2382m.

Superato il parco giochi per bimbi nei pressi del casolare, ci dirigiamo verso l’impianto di risalita.

Al bivio c’è poca possibiltà di scelta, a sinistra con una leggera discesa si va in direzione del lago Brignola, quindi verso il Monte e rifugio Mongioie (possibile tratto del giro del Marguareis – http://www.parcomarguareis.it/Outdoor/Il_Giro_del_Marguareis/158/page.aspx) mentre a proseguendo diritto imbocchiamo la dura salita in direzione del Mondolè (F3).

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Il percorso è completamente in salita. il primo tratto sicuramente rompe il fiato perchè in completa ascesa poi spiana per riprendere su un sentiero pietroso che zizzagando segna i profili del monte.

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La vegetazione il panorama e i colori sicuramente ci distraggono dal sudore. Finalmente a metà strada il sentiero spiana e prosegue a mezza costa dandoci la possibilità di riposare.

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Dopo aver superato verso destra il pianoro tra stelle alpine calpestate da animali al pascolo ecco che ricomincia la dura salita fino alla vetta, fatta di scaloni di pietra e tornatini ripidi aiutandosi nell’ultimo tratto con le mani fino al raggiungimento della croce.

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Il panorama mozzafiato permette di vedere tutta la catena delle Alpi liguri della Alta Valle Tanaro e Pesio con la visbile Punta Marguareis, il Monte Mongioie e Cima delle  Saline le loro pareti di roccia carsica dandoci la possibilità di vedere da un altra prospettiva quei sentieri che tanto conosciamo e frequentiamo.

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Da qui la possibilità di ritornare al rifugio facendo un anello,  scendendo dalla parte opposta della cima sull’altro versante altrimenti ridiscendere da dove siamo saliti. Noi abbiamo preferito la seconda per poterci godere il nostro spuntino tra Stelle Alpine, Fiori di Serpillo (timo selvatico) e fiori di ogni colore e natura riposandoci le spalle e dando a Benjamin la possibilità di correre sui prati e a Lucille il meritato relax.

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Sicuramente una gita da rifare con ciaspole e neve per godere della visione di quelle punte da noi tanto amate innevate.

 

 

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