La mia Grande Traversata Elbana: tre tappe dal mare alle miniere
Affrontare la Grande Traversata Elbana (GTE) significa immergersi nel cuore selvaggio dell’isola d’Elba, percorrendo sentieri che collegano mare e montagna, boschi e macchia mediterranea, panorami granitici e miniere a cielo aperto.
La mia avventura si è svolta in tre tappe, da Patresi a Rio Marina, e ha rappresentato un viaggio non solo nella natura, ma anche nella storia e nell’anima dell’isola.

Il viaggio verso l’inizio
Prima ancora di indossare gli scarponi, c’è stato il tragitto per raggiungere il punto di partenza. Sono partito da Piombino con la nave diretta a Portoferraio, sbarcando nella parte orientale dell’Elba. Da lì, un lungo trasferimento in autobus mi ha condotto fino a Patresi, sul versante occidentale dell’isola: un piccolo borgo di mare, sospeso tra silenzio e orizzonte, da cui ha avuto inizio la mia Grande Traversata.
Prima tappa: da Patresi a Poggio (Fonte di Zeno)
La partenza da Patresi in prossimità dell’ Hotel Belmare, profuma di mare e macchia mediterranea: corbezzoli, ginestre, cisti e il canto costante delle cicale. Il sentiero prende subito quota, puntando verso il cuore granitico dell’isola.



Il punto più spettacolare è la salita verso il Monte Capanne (1.019 m, la vetta più alta dell’Elba): dalle sue pendici si gode di una vista immensa che spazia dalla Corsica all’arcipelago toscano.


La discesa porta verso i boschi freschi di castagno e leccio che avvolgono Poggio, fino alla Fonte di Zeno, ristoro prezioso al termine della tappa.
Dati tecnici:
- ca. 20 km
- dislivello positivo 1.200 m, negativo 1.000 m
- Montagne toccate: Monte Capanne (1.019 m), Monte di Cote (950 m)
- Difficoltà: media-alta. Salite costanti e tratti ripidi, ma paesaggi unici
Seconda tappa: da Poggio a Schiopparello
La seconda tappa è la più lunga e varia. Si parte immersi nei boschi, risalendo verso il Monte Perone (630 m) e seguendo poi i crinali che dividono i due versanti dell’isola.
Da lassù si gode una doppia visuale: da un lato la costa settentrionale con Marciana Marina e Procchio, dall’altro i golfi meridionali di Marina di Campo e Lacona.


La vegetazione alterna tratti di bosco a zone aperte e assolate, dove regna la macchia mediterranea con i profumi intensi di rosmarino, lavanda ed eriche. In quota, nei punti più panoramici, il sentiero regala scorci continui sul mare, mentre nei tratti più selvaggi non è raro scorgere rapaci o, con fortuna, qualche muflone.


Dopo una lunga giornata di cammino, l’arrivo a Schiopparello, poco lontano da Portoferraio, riporta finalmente al livello del mare.
Dati tecnici:
- ca. 25 km
- dislivello positivo 1.000 m, negativo 1.300 m
- Montagne toccate: Monte Perone (630 m), Monte Orello (377 m)
- Difficoltà: alta. Lunghezza, dislivelli e sole rendono la tappa impegnativa
Terza tappa: da Schiopparello a Rio Marina
Il cammino si trasforma: la natura lascia spazio alla storia. La tappa inizia con dolci saliscendi collinari, superando il Monte Fico (200 m) e il Monte Strega (427 m), per poi aprirsi ai paesaggi minerari della costa orientale.
La vegetazione diventa rada e resistente, dominata da lentisco, euforbia e fichi d’India. Ma è il terreno a catturare lo sguardo: le rocce e le polveri rosse delle miniere di ferro creano un paesaggio quasi lunare, a contrasto con l’azzurro profondo del mare.
L’arrivo a Rio Marina, con le sue spiagge di sabbia scura e il porticciolo, segna la conclusione della traversata: dopo aver toccato il cuore montuoso e granitico dell’Elba, il percorso si chiude tra miniere e mare.


Dati tecnici:
- ca. 18 km
- dislivello positivo 700 m, negativo 700 m
- Montagne toccate: Monte Strega (427 m), Monte Fico (200 m)
- Difficoltà: media. Più breve, ma con tratti assolati e terreni scivolosi.
Il ritorno
Dopo tre giorni intensi di cammino, la mia avventura si è conclusa a Rio Marina, proprio sul mare. Da lì ho ripreso la nave per tornare a Piombino, chiudendo un cerchio iniziato con il primo tragitto in barca verso l’Elba. Guardare l’isola allontanarsi lentamente, dopo averla attraversata a piedi da ovest a est, è stata un’emozione difficile da descrivere: un addio temporaneo, con la promessa di tornare.

In Conclusione
La Grande Traversata Elbana non è solo un trekking: è un viaggio completo attraverso la natura e la storia dell’isola.
Dal granito del Monte Capanne ai boschi di Poggio, dalle dorsali panoramiche di Monte Perone fino alle miniere di Rio Marina, ogni tappa racconta un volto diverso dell’Elba.
Un’avventura che richiede gambe e resistenza, ma che regala panorami, profumi e ricordi che resteranno per sempre.
Lunghezza percorso: circa 47,00 km
Esposizione: Varie
Tempo necessario: Possibilità di dividere il percorso in 3-4-5 tappe
Dislivello: tra +600m e +1000m al giorno
Quota di partenza: 127 m
Quota max: vetta del Capanne (1019 m)
Copertura rete cellulare/gps: si
Tracce gpx: Download tracce GTE
Fontana/sorgente: solamente in prossimità di borghi o a inizio tappa
Grado Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
Carta: Carta GTE
Tipo di terreno: Misto – ciottolato – terra
Data escursione: aprile 2025
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